Osservatorio digitalizzazione degli appalti pubblici: i numeri del 2026

06 Oct 26

Ogni fine anno porta con sé un bilancio e per chi lavora nel procurement pubblico il 2026 è stato l'anno in cui la digitalizzazione degli appalti è passata da tema di dibattito a pratica quotidiana in un numero crescente di enti, pur con differenze significative tra territori e dimensioni.

Dove la digitalizzazione ha fatto passi avanti concreti

La piattaforma di approvvigionamento digitale ha ormai raggiunto una diffusione ampia per la gestione del ciclo di vita del contratto, dalla programmazione alla pubblicazione degli esiti. È un'infrastruttura che, pur con margini di miglioramento nell'interoperabilità tra sistemi, ha reso più tracciabile e uniforme il flusso documentale delle procedure.

Le disomogeneità che restano da colmare

Il divario più evidente resta quello tra enti di grandi dimensioni, spesso già dotati di uffici gare strutturati e di competenze digitali interne, ed enti di piccole dimensioni che faticano a tenere il passo sia in termini di personale sia di strumenti. È un divario che il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti punta ad affrontare, spingendo verso l'aggregazione della domanda.

L'interoperabilità come prossima frontiera

La digitalizzazione di base, quella che riguarda la pubblicazione degli atti e la gestione documentale, insieme alla tracciabilità delle procedure, può dirsi ormai consolidata nella maggior parte degli enti. Il vero terreno di miglioramento nei prossimi anni riguarda l'interoperabilità tra i diversi sistemi utilizzati. Le piattaforme di e-procurement dialogano ancora poco con i sistemi contabili e con le banche dati normative. Oggi molti uffici gare si trovano ancora a dover trasferire manualmente informazioni da un sistema all'altro, con inevitabili rischi di errore e perdita di tempo.

Il ruolo crescente dell'intelligenza artificiale nel procurement

Accanto alla digitalizzazione di base del flusso documentale, cresce l'interesse per strumenti di intelligenza artificiale applicati a compiti specifici, dalla redazione di bozze alla ricerca normativa, fino alla verifica di coerenza documentale. È una direzione che anche interlocutori istituzionali come ANAC e Consip osservano con attenzione crescente, segno che il tema è entrato stabilmente nell'agenda del settore.

Le competenze digitali restano il fattore critico

Al di là degli strumenti disponibili, il fattore che più di ogni altro determina il successo della digitalizzazione in un ente resta la formazione del personale. Uno strumento avanzato, se non accompagnato da un percorso di familiarizzazione adeguato, rischia di essere sotto-utilizzato o abbandonato dopo i primi tentativi. Investire in formazione, anche minima, è spesso più determinante dell'investimento nello strumento stesso.

Cosa aspettarsi per il 2027

I prossimi mesi saranno probabilmente segnati da una maggiore attenzione regolatoria sull'uso dell'AI nella PA, in coerenza con gli obblighi che l'AI Act introduce progressivamente anche per il settore pubblico. Per gli uffici gare, la sfida sarà scegliere strumenti che uniscano efficacia operativa e trasparenza sul funzionamento, requisiti che AssistenteRUP pone al centro del proprio approccio fin dalla progettazione.

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